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- Giugno 2009
_______Corsica canyoning: Baraci
Corsica terra aspra e selvaggia , dove mare e montagna si mischiano e fondono fantastici paesaggi montani e solitarie spiagge da sogno, terra dove la natura è se ntita nell’anima , terra di vette e profonde valli dove scorrono millenari fiumi e torrenti che hanno scavato la roccia facendoci ammirare grandi cascate e scivoli d’acqua dove giocare come bambini.
Ecco il week end giusto, si parte , siamo decisi a sfruttare al massimo il tempo a noi disponibile , dovremmo riuscire a fare almeno 4 canyon fra cui il più duro e selvaggio della corsica: il Tignoso ; la partenza è la mattina presto , il traghetto si stacca dal molo e prende il largo , la giornata sembra buona; in breve siamo in macchina sulle strade della corsica , destinazione Propriano paesino sulla costa ovest , da lì verso l’entroterra ,verso una piccola frazione, Martini abbiamo scelto come primo itinerario il canyon baraci , una piccola gola che si snoda su delle fantastiche pareti di granito ; la macchina sale su una strada stretta , tipica delle strade corse, dalle indicazioni ci fermiamo su uno spiazzo e siamo gia sopra il fiume, si sente scorrere l’acqua , il richiamo è forte ,febbrilmente prepariamo corde moschet toni ,indossiamo le mute; fa caldo e infilarsi queste tutte di neoprene non è proprio piacevole ,ma saranno comodissime quando ci tufferemo sulle fresche acque del fiume .
Siamo pronti dopo aver consultato la guida sui salti e sul rientro; si va ,un breve avvicinamento, 5 minuti siamo alle prime pozze , Yeaaaaa subito un primo tuffo su una bella pozza e poi ancora un’altra e una ancora più alta, approntiamo la corda , prima calata su cascata , l’acqua scorre, le corde scivolano giù sino alla pozza sottostante 15 metri e giù , il canyon continua co n vari salti e qualche toboga , poi arriva una bella pozza dove le guide locali hanno attrezzato una teleferica con cavo che piomba sulla pozza sottostante , ma purtroppo non abbiamo il materiale adatto e dunque corda doppia e si scende.
Da questo salto potremmo uscire ed essere in 15 minuti alla macchina ma decidiamo per percorrere per intero il canyon; il sole è alto e la luce a nostra disposizione e parecchia …e allora dopo 10 minuti di cammino immersi nell’acqua fra disarrampicate e varie pozze arriviamo al salto del diavolo , uno spettacolare salto di 21 metri con una bella cascata ,la portata dell’acqua non e impraticabile e decidiamo di scendere proprio sulla cascata , fantastica, scendiamo, dopo 10 metri una caverna che non vedevamo si apre sotto di noi spostandoci fortunatamente dal getto sempre più impetuoso della cascata , sul fondo una bella vasca di 50 metri una bella nuotata e siamo fuori , a questo punto il canyon vero e proprio è finito; una decina di minuti e siamo su uno slargo dove un man corrente ci fa evitare un saltino non attrezzato , e qui de cidiamo di fermarci per mangiare qualcosa e prepararci per il ritorno ne approfittiamo per e fare le ochette in una bella pozza , ma senza la muta il freddo dell’acqua si fa sentire , ci mettiamo gli zaini in spalla e partiamo per il ritorno ; primo tentativo , saliamo su quello che sembra un sentiero ma niente, dopo circa 100 metri di dislivello in un apoteosi di pietre che cadono e scivoloni di terra smossa decidiamo che quello che abbiamo preso non è il sentiero di rientro , decido di salire una cinquantina di metri più in alto per assicurarmi che stiamo sbagliando strada e cosi è , si ritorna al fiume , consultiamo la guida ma è un po’ vaga , decidiamo che il sentiero è più avanti, ecco sembra lui ,nuovamente saliamo sembra buono ma in breve si trasforma in un gran casino, arrampicate poco stabili dove aimé gli altri incominciano a smadonnare , insomma in breve mi accorgo di aver sbagliato strada, mi sento responsabile ma forse lo sono e basta vabbè la direzione è giusta , decidiamo ancora di salire ma di sentiero non se ne parla neanche un poco , ogni tanto qualche traccia ma sono invasi completamente dalla vegetazione , saliamo ancora sino a quota 400, cavolo dovevamo salire solo 200 metri che palle , troviamo un masso da dove si intravede la direzione che avremmo dovuto prendere ma ormai non ci tocca che addentrarci nella boscaglia come cinghiali , finalmente svalichiamo si scende la strada e li sotto 2/300 metri più sotto , spine rovi, non ho più un centimetro di pelle sana , vado avanti prima di tutti per fare strada o forse per non sentire le urla e i frastimi ogni volta che uno dei miei compagni prende un rovo ,claudia urla e impreca contro tutti i miei parenti , sandro è a incubi sta salendo da 2 ore con i calzari ai piedi , purtroppo per lui ha avuto la bella pensata di non portarsi le scarpe di ricambio , dolo in silenzio segue ma secondo me vorrebbe dirmene quattro ,si scende si scende il greto di un fiumiciattolo, finalmente la strada asfaltata dista 20 metri , siamo fuori finalmente , la guida diceva attenzione “Marche de retour délicate “ alla faccia , gli altri decidono all’unanimità che visto che ho sbagliato strada devo andare io solo a recuperare la macchina dista solo 2 Chilometri e mezzo …sigh sigh sotto il sole e in salita… Mi tocca... gambe in spalla.
E questo era solo il primo giorno!
Tempi di percorrenza per 4 persone :
Dalla macchina all'attacco del canyon: 5 minuti
Discesa: ore 2,30
Rientro alla macchina: ore 0,40 (se si sbaglia circa 3 ore)
Attrezzatura: 1 corda da 10 mt + 1 corda da 40 mt
Navetta 2,5 Km a piedi - 30/35 minuti
Difficoltà EEA
................................................................................................. Gianluca Piras
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