- Gennaio 2011

Un giro qualunque in Supramonte: da Lanaitto alla Vallata di Oddoene.

Non esistono trekking che nessuno ha mai percorso.

Non inventiamo niente di nuovo che già un altro uomo , in queste terre abitate da tempo immemore da arditi pastori che con il sudore della fronte strappavano alla montagna pascoli e ripari per il bestiame e che conoscevano ogni angolo del Supramonte , non abbia calcato. Per non parlare di antichi lavoratori come i carbonai, portati qui quasi come schiavi a spaccare pietre e tagliare legna in lungo e in largo, nelle terre che solitamente noi percorriamo per svago. Come potremmo ricordare ancora chi in Sardegna , prima di tutti i nostri avi, costruiva i Nuraghe in tutto il territorio , compresi i posti più isolati o almeno a noi adesso sembrano così.. Per quanto possiamo cercare, per quanto possiamo sforzarci non inventiamo niente , ma percorriamo, anzi ri-percorriamo, quello che per generazioni e generazioni è stato la vita di ogni giorno , possiamo solamente con la nostra perseveranza e i nostri mezzi cercare di percorrere questi luoghi incantati e chinarci a ringraziare per quello che ci hanno lasciato.

Il trek :
Dalla vallata di Lanaitto , presso la località Gurruttones, proprio all’ingresso della vallata lato destro orografico , una strada sterrata ci conduce sino al fiume dove la nostra strada viene sbarrata da un cancello. Lasciata la macchina si prosegue a piedi in direzione della vecchia cava di marmo e si segue la vecchia carrareccia utilizzata per portare via i pesanti blocchi di marmo .Recentemente sono state attrezzate per l’arrampicata le pareti che si affacciano sul Cedrino , cosi il vecchio sentiero è bello segnato con dei piccoli omini qua e là e scritte(molto piccole sulle rocce indicano il settore belvedere (BV) . Il bel sentiero sale sul pendio sinistro della montagna in mezzo alla boscaglia ed è proprio un bel sentiero che i locali chiamano “su scaloni”.Dalla vallata di Lanaitto , presso la località Gurruttones, proprio all’ingresso della vallata lato destro orografico , una strada sterrata ci conduce sino al fiume dove la nostra strada viene sbarrata da un cancello. Lasciata la macchina si prosegue a piedi in direzione della vecchia cava di marmo e si segue la vecchia carrareccia utilizzata per portare via i pesanti blocchi di marmo .Recentemente sono state attrezzate per l’arrampicata le pareti che si affacciano sul Cedrino , cosi il vecchio sentiero è bello segnato con dei piccoli omini qua e là e scritte(molto piccole sulle rocce indicano il settore belvedere (BV) . Il bel sentiero sale sul pendio sinistro della montagna in mezzo alla boscaglia ed è proprio un bel sentiero che i locali chiamano “su scaloni”.
Il sentiero si inerpica e ci lasciamo le pareti d’arrampicata alla nostra sx , entriamo nel piccolo canyon , troviamo il sentiero un po’ scavato dalla forza dell’acqua , saliamo ancora e il sotto bosco lascia spazio ad un bosco di lecci . Possiamo affacciarci sulla sx del sentiero, delle rocce ci coprono una visuale mozza fiato sul Cedrino che incontra il Flumineddu.
Il bosco si stringe e sul lato destro del bosco incontriamo segni evidenti, pietre sugli alberi e omini che ci portano decisamente sul quel versante della montagna.
Si incomincia a salire su campi solcati e tratti di sentiero sino ad arrivare ad un altro punto veramente panoramico, alle nostre spalle nuovamente il Cedrino con i suoi basalti colonnari e li a sinistra si apre la vallata di Lanaitto con i suoi spettacolari monti.
Il sentiero vero e proprio sparisce di colpo sostituito da una serie di omini che ci conducono in direzione della punta di monte Omene , ancora campi solcati si sale un pò e poi seguendo ancora gli omini ci spostiamo verso nord est. Aggiriamo la base del monte direzione sud ovest finche non ci affacciamo sulla pianura di Oruddé, a sx intravediamo sotto delle falesie un canalone che porta verso il Flumineddu ,davanti a noi un spalla di roccia denominato monte Oruddé . Sul lato dx di questa pianura esiste un ovile , che un gruppo di volenterosi di Dorgali ultimamente hanno ristrutturato. E’ il Cuile MUDRE CHARVU , un bel cuile che puo ospitare al suo interno 4 /5 persone , scendiamo giù lasciandoci la direzione del cuile alla nostra dx , arrivati in pianura troviamo il sentiero che con una curva di 90 gradi ci porta verso il cuile.
Tempo di percorrenza per questo tratto circa 2 ore.
Partendo dal cuile M.C. in direzione Oruddé 619 metri , puntiamo decisamente verso la sella che sta sotto la punta del monte , tenendoci bassi dove la vegetazione è più rada , saliamo facilmente sino ad incrociare un sentiero pulito di recente per facilitare il passaggio del bestiame nel raggiungere una risorgenza. Arrivati sulla sella ci affacciamo su quella che è conosciuta come Badde Piras che con i suoi spettacolari salti di oltre 50 metri si butta nella vallata di Lanaitto.
Puntiamo al fondovalle in direzione di un alberello solitario in mezzo ad una radura di pietrame , da li scorgiamo direzione della punta Costa D‘ossu una piccola falesia che salendo ci lasciamo alla sx e continuiamo a salire sino alla punta più alta, siamo nel punto più panoramico del trek lo sguardo spazia a 360° e ci regala una prospettiva nuova di posti gia conosciuti.
Proseguiamo in cresta fra campi solcati e brevi tratti di macchia , sino ad arrivare a Campu sos Gutturgios una piccola pianura di terra che ci ricorda parecchio la vicina Doinanicoro, la particolarità di questa piccola dolina è la locazione , isolata in mezzo ad un mare di bianco calcare , ma proseguiamo attraversandola per la sua lunghezza e ci troviamo in breve sopra le falesia che racchiudono il canyon Bilighingios . Anche qui la possibilità di osservare zone gia conosciute, viste dalla parte opposta, ci regala ,una visione globale che ci rende ancora più consapevoli di quanto è vasto questo luogo e quanti tesori racchiude .Badde pentumas , Tiscali (la fortezza Naturale che è stato un villaggio nuragico ) , Surtana con suoi spettacolari torrioni e ancora Scala de Cucutos e alla nostra sinistra in direzione della vallata di Oddoene Monte Tundu , e quest’utimo ci indica la strada da prendere. Scendiamo una costola di calcare che ci porta attraverso la macchia sino ad incrociare una serie di omini che ci indirizzano non troppo facilmente a trovare il sentiero , da qui con attenzione possiamo osservare in lontananza, direzione nord su di una falesia arancione, la grotta di Ziu Paule , è quella la nostra meta. Arrivati alla base del canyon, che ci sbarra la strada verso Oddoene , risaliamo su verdi prati sino a dove le falesie sono più basse e qui troviamo un passaggio tra le rocce che ci portano su un pianoro dove esisteva un tempo un bellissimo cuile Su Lintiscu ,purtroppo andato distrutto , vediamo ora Baccu Bobboi e da li a poco , tra pietraie e falesie, la grotta dove ci attende un riparo per la notte e un fuoco ristoratore. Al calar delle tenebre il silenzio ci cattura quasi surreale , in questi luoghi che un tempo ospitavano gregi di capre con i loro belati e le loro campane , spezzavano il silenzio magico che ora ci circonda...
Tempo di percorrenza per questa tappa circa 5/6 ore.
Sos Bardinos è una falesia che ci separa dalla vallata di Oddoene. Dalla grotta dove abbiamo dormito abbiamo due possibilità: tornare brevemente indietro e salire sopra la falesia dove possiamo ammirare tutta la vallata e Dorgali , oppure buttarci sotto la grotta dove da un altro riparo sotto roccia parte un sentiero che costeggia la falesia, arriva sino a un salto di circa 20 metri ,che ci sbarra la strada , qui solo l’uso delle corde ci permetterebbe di passare , tornando brevemente indietro si puo individuare un passaggio non facilissimo che ci porta sopra la falesia poco fa menzionata.
Camminiamo ora in discesa percorrendo la cresta, un primo impluvio ci potrebbe portare verso la boscaglia sopra Oddoene , ma andiamo avanti sin quando la cresta si stringe e diventa quasi un filo, su un piattone inclinato, aiutati da un albero , calchiamo una carrareccia ancora in ottimo stato che con alcuni tornanti ci porta nel fondovalle del Baccu Bobboi.
Qui le tracce si perdono teniamo la sx idrografica del Baccu e proseguiamo sali e scendi fra brevi canali sino a trovare un grande canyon , qui la discesa in certi punti sembra impossibile , ma spingendoci , verso Oddoene , troviamo delle tracce che ci portano giù e riusciamo a passare e trovare il sentiero giusto che risalendo delle roccie rotte ci porta nella macchia di Atta Finiodda , continua il sentiero in piano in mezzo ai sassi e alla boscaglia , sempre direzione nord vediamo una falesia arancione con uno spigolo e alla sua sx un Impluvio , con un po’ di impegno e tenendoci bassi raggiungiamo una serie di piani erbosi e piattoni di calcare e traversato un ruscello puntiamo lo spigolo. Percorriamo un sentiero tagliato in mezzo ai rovi che sale , senza questo dovremmo fare sicuramente un giro decisamente più lungo , guadagnamo lo spigolo dove una forte ma breve salita ci porta molto vicini alla cima della falesia , ma traversiamo e stiamo bassi tra pascoli erbosi e passaggi di bassa macchia , raggiungiamo in breve una cengia che ci porta praticamente alla piana che il giorno prima avevamo lasciato ( Oruddè cuile MUDRE CHARVU), ora imbocchiamo il sentiero che tenendosi sul fondo valle ci porta dritti al Cuile.
Tempi di percorrenza per questa tappa 3 / 4 ore.
Arrivati al Cuile percorriamo a ritroso la strada che due giorni fa ci aveva portato qui e ancora salita “ l’ultima sino a trovare gli omini di monte Omene , e poi giù sino al sentiero che ci porta alla cava di marmo e sempre in discesa alla macchina.
Tempo di percorrenza per questo tratto 1.30 / 2 ore.
In conclusione abbiamo realizzato un bel giro non eccessivamente impegnativo e difficile , certo i tempi di percorrenza magari non sono adatti ai più , ma e anche vero che non facciamo gare con nessuno se non con noi stessi , dunque sta a noi fare quello che più ci rende più liberi e appagati...

Tempi di percorrenza per 4 persone :
Difficoltà EE

.....Altri resoconti su www.georock.info

................................................................................................. Gianluca Piras